Si è estinto il lupo rossoblu.
C’era una volta il calcio a Cosenza. No, non è l’inizio di una favola o di sogno: è la realtà, un incubo calcistico che ha coinvolto la città bruzia. Cosenza Calcio 1914, la squadra del lupo, il lupo della Sila. Un lupo famelico di calcio, di vittorie e prestigio, che è stato “catturato” dall’ingiustizia in una maledetta estate del 2003. Noi tifosi a quel lupo e ai quei colori abbiamo voluto bene come ad un fratello, per una sana passione ”Made in Cosenza”. Il magico Cosenza riuniva tutta una provincia che attendeva la domenica per potersi riunire in un unico ambiente: chi veniva da Bisignano, chi da Rogliano, chi da Lattarico. Si rifiutavano succulenti maccheroni, riunioni di famiglia e quanto altro per trovarsi allo stadio “San Vito” puntuali alle 14.30 o alle 15. Un “San Vito” vestito a festa per 19 domeniche a stagione in una curva sempre pronta a saltare. Tutto il mondo cosentino andava allo stadio: il sindaco, l’On. Giacomo Mancini, il primario dell’ospedale civile, il prefetto e il discusso Padre Fedele, primo esempio di prete-ultrà. Cosenza era una piccola realtà calcistica che puntava ogni anno alla salvezza. Ogni anno si dovevano fare quei benedetti 45-47 punti in un mesto campionato di Serie B, che non era affascinante come ai giorni nostri. Che partite al “San Vito”! Anno dopo anno, non c’era squadra che crollava a Cosenza: Torino, Napoli, Genoa, Chievo, Cagliari, l’odiata Reggina e il Palermo. Cosenza trampolino di lancio per calciatori (Fiore, Lucarelli, Morrone, Modesto, Agliardi) e per allenatori (Zaccheroni, De Biasi, Mutti). Cosenza che ne ha viste di cotte e di crude. Ha visto il compianto prof. Scoglio macinare neologismi tattiche, puntualmente vanificati di domenica in domenica; ha visto Gigi Lentini, il più forte calciatore mai passato a Cosenza, rilanciatosi a Cosenza e ha visto Pagliuso, il funambolico. Comprò il Cosenza nel 1994, l’anno del -9 e da quell’uomo potevi aspettarti di tutto. Il patron aveva un occhio fino per i calciatori davvero invidiabile, ma non aveva (non spendeva) una lira per fare una squadra che poteva puntare alla tanto agognata Serie A. Crudele fu la sua prefazione del destino cosentino: “Il Cosenza finirà per giocare con il Zumpano”. Associazione per delinquere, estorsione aggravata con modalità mafiose, appropriazione indebita e truffa ai danni della Federazione Italiana Gioco Calcio e della Lega Calcio. Queste le accuse che hanno portato all'arresto del presidente del Cosenza, Pagliuso. L'inchiesta è nata dopo la trattativa, avviata nei primi mesi del 2001, per l'ingresso nel Cosenza di un nuovo socio, Settimio Lorè. Quest'ultimo, morto il 13 novembre 2001 in un incidente stradale sull’A3 nei pressi di Battipaglia (Salerno), aveva rilevato il 50% delle quote della società ma incomprensioni con i membri dell'altro gruppo dirigente e l'amarezza per un’intimidazione subita, lo spinsero, a giugno 2001, ad uscire dalla società. Il possibile ingresso di un nuovo socio ed il conseguente apporto di capitali freschi, era stato anche fiutato come un affare da alcuni personaggi legati alla criminalità. Questi, secondo i Carabinieri, avevano intravisto nell'operazione la possibilità di ottenere facili guadagni. Tra l'altro, hanno evidenziato gli investigatori, alcuni elementi della 'ndrangheta cosentina erano già in qualche modo legati al Cosenza anche se non nella gestione societaria, ma nel controllo degli ingressi dello stadio e dei parcheggi. Pagliuso ora è un uomo libero, ma la magagna l’aveva fatta grossa. Il derby del Carrefour non c’è mai stato e mai ci sarà (spero), in compenso da quattro anni navighiamo nei dilettanti come anime perse nel Purgatorio. Forse un calcio nelle palle, avrebbe causato meno dolore. Il lupo, quel lupo di una volta, fiero ed indistruttibile si è estinto. Anzi, è morto di crepacuore vedendo il derby Cosenza Fc - Cosenza 1914 svoltosi nel campionato 2004-2005. Un insulto ai tifosi, all’etica e alla città. Per ora accontentiamoci di briciole calcistiche, accontentiamoci del Giarre, del Sapri e del Campobello. Domani chissà...
mercoledì 6 giugno 2007
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3 commenti:
E speriamo di nn giocare il pross anno con l'Acri...Oja!
Speriamo di nn giocare con i luzzitani...
Weeeee...............
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